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Manuela Martellini
Tempo e memoria nel Novecento italiano
ISBN 978-88-89891-33-9, cm 14x20,5,
pagine 124, euro 18,00
Punto di partenza e nucleo strutturale di questo contributo su alcuni autori del Novecento italiano è il mito, inteso come recupero di simboli della tradizione letteraria, anche classica, e ricerca di un nuovo e personale codice lirico: una metamórphosis che segue i processi espressivi della fantasia poetica. Dalle tracce, quindi, del mito bucolico in Quasimodo e Ungaretti, segnali di un locus ideale al di là della realtà personale e collettiva dell’uomo, fino agli archetipi classicheggianti della memoria, del tempo, del viaggio, delle origini della propria esistenza, in Cardarelli e Vittorini. Un incontro, quello tra mýtos e póiesis, che conduce, inoltre, ad un processo mitopoietico di creazione di nuovi miti, contemporaneamente individuali e universali, colti nelle loro mutazioni tra passato e presente.
L'autore
Manuela Martellini è Dottore di Ricerca in Italianistica presso l’Università di Macerata. Ha lavorato all’edizione critica della latinizzazione degli Idilli di Teocrito dell’umanista Filetico. Sempre nell’ambito della letteratura e della filologia umanistico-rinascimentale si è occupata del Bonfini traduttore di Erodiano con Antonio Bonfini. Un umanista alla corte di Mattia Corvino (Viterbo 2007), dei rapporti tra Annibal Caro e Teocrito, della poesia latina dell’Ariosto e delle Rime platoniche di Celso Cittadini. I suoi studi sono principalmente rivolti all’eredità della tradizione classica nella letteratura italiana e collabora alle riviste «Studium», «Cenobio», «Il Veltro», «Res publica litterarum», «Studi Romani», «Filologia e critica» e, per il Novecento, a «La Rassegna della Letteratura Italiana».
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